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mercoledì 3 giugno 2020

martedì 2 giugno 2020

STEP #22

Innovazione futura

Gli impegni della gente crescono, gli appuntamenti da ricordare sono molti e gestire il tutto diventa difficile. L’invenzione che auspico avvenga nel minor tempo tempo possibile è un enorme miglioramento nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Sono stati fatti dei tentativi con Siri e Alexa, ma sono stati deludenti, spesso non capiscono e non sono ancora in grado realmente di occuparsi di alcune cose. Ho in mente qualcosa di simile all’interfaccia che vediamo nel film con Joaquin Phoenix del 2013 “Lei”. Si tratterebbe senza dubbio di un’invenzione alla quale seguirebbero problemi e dilemmi etici, ma porterebbe senza dubbio ad una rivoluzione senza precedenti.

lunedì 1 giugno 2020

STEP #21

Brevetti

I brevetti nascono per gestire le invenzioni e per evitare che qualcuno possa prendersi il merito di un’idea avuta da qualcun altro. Il primo brevetto della storia ha origini molto antiche e risale alla città di Sibari nell’antica Grecia, dove le invenzioni erano incoraggiate garantendo un anno dei profitti dovuti ad esse al loro scopritore.
I brevetti come li conosciamo oggi però possiamo farli risalire al 1852 quando in Inghilterra venne istituito il primo ufficio brevetti e nel 1883 quando a Parigi fu firmata la Convenzione di Unione di Parigi per la protezione della proprietà industriale che stabiliva i paesi che proteggevano la proprietà intellettuale e la proprietà industriale.

Un’interessante brevetto risale al 1985 e riguarda la gestione del carburante in un aeroplano e riportando le esatte parole di descrizione: “A method for the automatic control of fuel consumption in an airplane, comprises the determination and indication in real time of the specific range of the airplane as a ratio of the ground speed and the fuel flow rate.”.

Brevetto in questione


Riferimenti:

giovedì 28 maggio 2020

STEP #20

Materiale per gestire

Negli anni abbiamo imparato a gestire quasi tutto quello che avevamo di fronte e persino quasi tutte le calamità naturali. Una cosa che però ci fa ancora paura sono i terremoti, in Italia sono rari, ma quando accadono lasciano il segno. Sono però estremamente più frequenti in Giappone, dove il rischio sismico è molto più alto di quello italiano.
Lungo la loro storia hanno dovuto imparare a gestire questa realtà e questo li ha portati a essere i numeri uno a livello mondiale nella costruzione di abitazioni antisismiche. Si tratta di abitazioni la cui struttura ha una certa flessibilità che permette alla casa di ammortizzare leggermente le scosse e di non spezzarsi immediatamente. Il merito è dell’utilizzo di una combinazione di cemento armato e tubi in acciaio per la costruzione dei pilastri portanti. Questi materiali garantiscono la flessibilità necessaria che non hanno mai garantito la pietra e i mattoni.



Riferimenti:

venerdì 15 maggio 2020

STEP #16

Esponente del gestire

Quando si parla di gestione, le prime persone che vengono in mente sono i grandi manager, gli amministratori delegati delle maggiori aziende, coloro che hanno fatto del gestire il proprio pane quotidiano. In Italia più di tutti rappresenta questa categoria un uomo che è venuto a mancare meno di due anni fa, Sergio Marchionne.
Nato in Abruzzo nel 1952, si è poi trasferito in Canada dove ha conseguito una laurea in filosofia, una in giurisprudenza e un master in business administration. Durante la sua carriera è stato amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles N.V., FCA Italy e FCA US, di cui è stato anche presidente. È stato anche presidente di CNH Industrial N.V. e Ferrari N.V., oltre che presidente e amministratore delegato di Ferrari S.p.A.. È stato inoltre vicepresidente di Exor S.p.A. e membro permanente della Fondazione Giovanni Agnelli, presidente del CdA dell’ACEA (associazione costruttori) per l’anno 2012 e membro del CdA del Peterson Institute for International Economics, nonché co-presidente del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti.
Il suo apporto è risultato fondamentale in tutti i suoi impieghi, ma la cosa per cui è più noto anche a livello internazionale è l’enorme rinnovamento che ha portato al gruppo FIAT. Nel 2011 è stato addirittura inserito dal periodico statunitense Time nell’annuale elenco delle 100 persone più influenti del mondo, classificandosi 51°. È morto la mattina del 25 luglio 2018, dopo esser stato in coma irreversibile quasi quattro giorni a causa di una grave malattia.



Riferimenti:

giovedì 14 maggio 2020

STEP #15

Gestire nel ‘900

Le convenzioni di Ginevra
L’invenzione delle armi è stata esponenziale, partendo dalle spade e dalle frecce, si è arrivati alle armi da fuoco e ai cannoni, ma mai come nel Novecento abbiamo assistito ad invenzioni così pericolose e così difficili da contrastare. Si è trattato di armi di distruzione di massa, di armi chimiche e armi del tutto non convenzionali. La produzione di armi è andata talmente avanti e le conseguenze sono state disastrose a tal punto, che per la prima volta nel 1864 nacque il primo trattato della Convenzione di Ginevra, sottoscritto da 12 paesi, riguardava le condizioni dei militari feriti in guerra. A questo trattato ne seguirono nel ‘900 cinque prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, ma a seguito della sua conclusione i trattati si resero ancora più indispensabili e ne vennero stipulati altri. Quattro convenzioni vennero firmate nel 1949 da sessantuno stati per evitare che certi orrori della guerra venissero ripetuti e ulteriori protocolli vennero ratificati nel 1977 relativi alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali e non.
La crescente invenzione di armi ha portato alla quasi impossibilità di gestirle senza problemi e conseguenze impensabili e proprio per questa ragione, sono state firmate queste convenzioni. Sono poi state accompagnate anche dalla ‘Convenzione su certe armi convenzionali’ del 1980 e alla ‘Convenzione sulle armi chimiche’ del 1993, che impedivano del tutto l’utilizzo di alcune armi ritenute troppo nocive.



Riferimenti:

martedì 12 maggio 2020

STEP #14

Gestire nell’800

La produzione in serie e la catena di montaggio
A cavallo fra il Settecento e l’Ottocento abbiamo la prima grande rivoluzione industriale, che ha portato a grandissime scoperte e numerosi cambiamenti. Il cambiamento più grande tuttavia è arrivato quando è cominciata la produzione in serie, si trattava della produzione di molti oggetti tutti uguali che potessero essere acquistati a prezzo più basso che da un artigiano. Colui che è considerato il padre della produzione in serie è Henry Ford, colui che ha introdotto il concetto di catena di montaggio nelle sue aziende, per gestire al meglio la produzione. Ognuno dei i suoi operai doveva compiere solo piccoli lavori e sempre uguali e poi passare il prodotto al successivo che si sarebbe occupato di un altro piccolo pezzo, per giungere infine al prodotto completato. In questo modo erano sufficienti operai non specializzati e i tempi e i costi di produzione erano notevolmente abbassati.
La catena di montaggio divenne una procedura standard utilizzata in molte industrie manifatturiere intorno al Novecento, ma in realtà venne inventata per la prima volta nei primi anni dell’Ottocento dall’ingegnere francese Marc Isambard Brunel. Egli aveva lavorato in Francia e negli Stati Uniti, ma stabilitosi alla fine in Gran Bretagna, progettò per la Marina le macchine necessarie per la fabbricazione in serie dei bozzelli, macchine perlopiù per la lavorazione del legno. Il contributo fu tale che nel 1808, grazie all’utilizzo di 43 delle sue macchine, dieci operai non specializzati riuscivano a realizzare il lavoro che precedentemente facevano 110 operai specializzati. Inoltre le macchine che progettò e che furono costruite immediatamente da Henry Maudslay rimasero operative per ben 145 anni.



Riferimenti:
  • Ana Millán Gasca, "Fabbriche, sistemi, organizzazioni: Storia dell'ingegneria industriale"

sabato 9 maggio 2020

STEP #13

Gestire nel ‘700

La nascita del dispotismo illuminato
Fino alla fine del XVII secolo, assistiamo in Europa all’ascesa delle monarchie assolute, con l’esempio più lampante di quella francese che nel 1643 vede salire al trono all’età di appena cinque anni Luigi XIV, che sarebbe diventato il Re Sole.
Il Settecento però rappresenta il secolo della rivincita della ragione e della diffusione dell’Illuminismo, che sono andate inevitabilmente ad intaccare gli assolutismi. Risulta dunque interessante analizzare come i sovrani assoluti di quel periodo abbiano gestito questi cambiamenti all’interno della mentalità della classe più influente.
Tutti i sovrani a poco a poco dovettero operare una serie di riforme, seguendo i nuovi ideali e queste diedero origine al dispotismo illuminato.
Il fondamento ideale dell'assolutismo era stato il diritto divino dei re, ossia il presupposto che Dio investisse i sovrani del loro potere. La critica illuministica e le prime formulazioni scientifiche dell'economia indicarono chiaramente le linee essenziali di un programma di riforma. I filosofi e l'opinione pubblica più avveduta non credevano più al diritto divino dei re, ma accettavano un programma di riforma della società e dello stato affidato a un principe guidato dagli ideali filosofici dell'epoca e capace di operare il trapasso dal dispotismo arbitrario del sovrano, al dispotismo legale, fondato sulle norme della morale e vincolato al compito di provvedere alla "felicità dei popoli". Le innovazioni si esplicarono principalmente nel campo giuridico e della procedura penale, nell'amministrazione e nella struttura politica e abolendo privilegi e disuguaglianze nel sistema fiscale, che divenne più equo e più efficiente.



Riferimenti:

martedì 14 aprile 2020

STEP #09

Gestire il colore e il clima su una tela

Nell’arte figurativa su tela della nostra intera storia, è sempre stata data molta importanza al colore, ma senza dubbio questo è stato l’elemento centrale per il filone impressionistico, sviluppatosi nella seconda metà dell’Ottocento. Era talmente importante da mettere in secondo piano il disegno del soggetto in questione, che divenne sempre più spesso un paesaggio naturale e scomparve quasi del tutto l’essere umano.
Non contava tanto dunque cosa veniva dipinto, ma come. Per questa ragione i pittori davano grande importanza all’effetto del clima e cercavano di dipingere la tela nel minor tempo possibile per catturare quello specifico scorcio, in quella specifica luce: si trattava della cosiddetta pittura ‘en plein air’. Gli impressionisti dovevano dunque essere in grado di gestire e prevedere possibili mutazioni meteorologiche che avrebbero modificato la loro opera.
Le cattedrali di Rouen di Claude Monet sono senz’altro le opere più rappresentative di questo periodo e del tentativo di gestire e rappresentare i cambiamenti di luce su un soggetto in relazione all’ora, al tempo, alla stagione, alla tensione atmosferica. Si tratta di una serie di 28 dipinti raffiguranti sempre la stessa cattedrale in questi diversi momenti. Questi dipinti sono stati realizzati fra il 1892 e il 1894 e si trovano oggi in diversi musei del mondo.
Seguono alcune foto dei dipinti più conosciuti della serie.

La Cattedrale di Rouen, primo sole
1893
Museo d'Orsay, Parigi
La Cattedrale di Rouen, a mezzogiorno
1894
Museo Puškin, Mosca
La Cattedrale di Rouen, al sole tramontante
1894
Museo Puškin, Mosca



Riferimenti:

mercoledì 1 aprile 2020

STEP #05

Gestire in un messaggio pubblicitario

Nella vita ci si può trovare a gestire innumerevoli cose, ma in un mondo che corre come quello moderno diventa fondamentale gestire gli impegni. 
In modo anche un po’ scherzoso la Apple cerca di vendere un’interfaccia elettronica che fra le altre cose, è anche in grado di gestire le attività dell’utente. Queste ormai sono talmente numerose da non poter più essere gestite da una persona, ma necessitano di Siri.